Perché la Cessione del quinto è tra i prodotti più convenienti?

La Cessione del quinto, da nicchia del comparto dei Prestiti personali, sgomita per diventare sempre più rilevante, in quanto i volumi intermediati degli ultimi anni, confermano un costante trend di crescita. Malgrado il 2020, anno del Covid, la Cessione del quinto a seguito di una serie di novità regolamentari, di sentenze europee, del miglioramento operativo, grazie anche al riconoscimento dei Clienti a distanza e soprattutto per l’ingresso in grande forza di grandi banche, è destinata a crescere.
Fondamentalmente, riteniamo che questi sotto riportati siano alcuni degli aspetti, forse i più importanti, che hanno trainato il nostro prodotto negli ultimi anni:

  • da giugno 2020 l’assorbimento di capitale per le banche che erogano questo tipo di finanziamenti è sceso dal 75% (quello dei prestiti personali per intenderci) al 35% come per i Mutui. Meno rischi, meno capitale e meno costi per chi eroga il prestito. E quindi tassi più bassi per la clientela.
  • altre novità si riferiscono a un insieme di normative che hanno contribuito a dare maggiore trasparenza alla Cessione del quinto. Si tratta in particolare dei nuovi orientamenti di vigilanza di Banca d’Italia del 27 marzo 2018 che hanno ripreso il Protocollo di autoregolamentazione delle associate Assofin e della cosiddetta sentenza Lexitor. Questi due interventi hanno dato entrambi beneficio ai Clienti finali nell’ambito delle rinegoziazioni dei prestiti, rendendo questa prassi di nuovo profittevole e spingendo i cosiddetti rinnovi.
  • La ripresa dei consumi e il miglioramento degli indici macroeconomici delle industrie hanno spinto la domanda dei prestiti e anche la possibilità di offerta, potendosi considerare nuove realtà come Amministrazioni Terze Cedibili.
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Cos’è il saltarata, quando usarlo e come funziona

Una delle caratteristiche del Prestito personale che distribuiamo è l’estrema flessibilità. Il Prestito personale è un finanziamento che permette di ottenere denaro per qualsiasi necessità, purché alla base della richiesta ci sia un progetto o un bene od un servizio da finanziare.
È possibile infatti, in funzione delle disponibilità finanziarie che si hanno, o di eventuali particolari esigenze, modificare il piano del finanziamento. Il saltarata è una opzione ideale per il cliente che si trova in un periodo di difficoltà economica o si trova dinanzi ad una spesa improvvisa che reputa più importante della rata del finanziamento. Il saltarata infatti permette, in alcuni casi, ad esempio, di far fronte a spese improvvise non previste, o per una migliore gestione delle disponibilità finanziarie, però per non più di una volta l’anno c’è la possibilità di saltare, appunto, una rata ed accodarla al piano finanziario.
Un’altra opzione molto interessante è anche il cambio rata che permette invece, durante tutta la durata del finanziamento, di: allungare il piano finanziario, per alleggerire l’importo della rata mensile; di accorciarlo, nel caso si disponga, per qualsiasi motivo, di maggiori disponibilità economiche (ad esempio un aumento di stipendio), per abbattere il monte interessi complessivo e quindi il costo totale del credito.
Entrambe le variazioni posso essere gestite semplicemente chiamando il gestore e sono completamente gratuite.
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TFS/TFR: quando richiederlo e perché?

L’anticipazione del TFS-Trattamento di Fine Servizio maturato è rivolto ad ex dipendenti pubblici in quiescenza assunti con contratto a tempo indeterminato prima del gennaio 2001, e consente loro di ottenere l’intero importo senza dover attendere i tempi previsti dall’Ente previdenziale per il versamento di detta spettanza. Tali finanziamenti si configurano come cessioni di credito pro-solvendo: il pensionato cede alla Banca il credito vantato nei confronti dell’INPS. Il rimborso del prestito avverrà alle date previste dal piano di liquidazione del TFS redatto dall’Ente Previdenziale, che provvederà a versare le quote di TFS a favore della Banca finanziatrice che ha notificato la cessione del credito. Non sono quindi previste rate a carico del debitore.

Per cominciare: di che cosa stiamo parlando?

Il TFS è il Trattamento Fine Servizio che spetta ai Dipendenti Pubblici e Statali (assunti con contratto a tempo indeterminato prima del gennaio 2001) nel momento in cui vanno in pensione. Le normative in materia pensionistica hanno dilazionato la liquidazione di tale indennità da parte dell’INPS, in più tranches annuali.

È evidente il bisogno dei dipendenti stessi di poter incassare immediatamente tali cifre differite che, essendo un credito nei confronti dell’Inps, hanno natura certa.

I soggetti aventi diritto alla corresponsione del TFS sono:

Dipendenti pubblici e statali, assunti con contratto a tempo indeterminato prima del gennaio 2001 e dipendenti pubblici statali, cosiddetti “non contrattualizzati” (in via esemplificativa e non esaustiva: magistrati, avvocati e procuratori dello stato, personale militare delle forze armate e corpi di polizia, vigili del fuoco, personale della carriera prefettizia e diplomatica, professori e ricercatori universitari), iscritti da almeno un anno alla gestione previdenziale pubblica, che hanno cessato il rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione;

Tasso di mercato o in convenzione?

Attualmente il prodotto si distingue in due tipologie distinte:

  • Anticipo del TFS a tasso di mercato

Con l’Anticipo del TFS a tasso di mercato, il cliente può richiedere l’intero importo del TFS.

Al finanziamento verrà applicato un tasso di interesse, appunto, “di mercato”. I costi del finanziamento verranno detratti direttamente al momento dell’erogazione. IL cliente riceverà quindi un’importo corrispondente alla differenza tra il TFS maturato e i predetti costi.

Come si ottiene:

Per richiedere un preventivo dell’Anticipo è necessario richiedere preventivamente un certificato di quantificazione al proprio ente previdenziale (se INPS si può richiedere direttamente accedendo all’area riservata con procedura SPID). Il certificato, contraddistinto nell’oggetto dal riferimento al DPR 180/50 che regola il Trattamento di Fine Servizio per i dipendenti pubblici e statali, riporterà nel dettaglio gli importi delle singole tranches (massimo tre) con le relative scadenze.

Quali sono i tempi per l’erogazione?

L’importo finanziato verrà erogato il mese successivo la firma del contratto di finanziamento. Una volta ricevuta la presa d’atto positiva da parte dell’ente previdenziale, con la quale l’ente ci conferma di aver accattato l’operazione e che le rate del TFS verranno corrisposte, alla loro scadenza all’istituto finanziatore.

  • Anticipo del TFS/R a tasso calmierato ( in convenzione ABI)

Le operazioni di anticipazione del TFS (Trattamento di Fine Servizio) / TFR (Trattamento di fine rapporto – Legge 28/03/2019 n. 26) dei dipendenti pubblici, in merito all’Accordo Quadro siglato tra ABI, Ministeri interessati ed INPS, in data 7 agosto 2020 si ricollegano alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 2020, del DCPM numero 51 del 22 aprile 2020, che fa seguito all’approvazione del D.L. 4/2019. Tale decreto ha introdotto la facoltà per i dipendenti pubblici di ottenere un prestito dal settore bancario della buona uscita maturata e si rivolge a quei lavoratori che accedono alla pensione sulla base dei requisiti individuati dal D.L. 201/2011 (cioè 67 anni di età o 42 anni e 10 mesi di contributi; 41 anni e 10 mesi le donne) o con la “Quota 100” (62 anni e 38 di contributi), ancorché siano andati in pensione prima del 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del D.L. 4/2019).

Come precisato nella Circolare n.130 INPS del 17-11-2020: “Dall’interpretazione letterale della norma in esame discende che sono esclusi dalla possibilità di ottenere il finanziamento agevolato, non soltanto coloro che sono cessati o cesseranno dal servizio senza diritto a pensione, ma anche tutti i dipendenti, ancora in attesa di percepire l’indennità di fine servizio comunque denominata, che accedono o hanno avuto accesso al pensionamento sulla base dei requisiti pensionistici stabiliti da norme diverse da quelle sopra indicate. Pertanto, è escluso dall’applicazione della norma in argomento il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco”.

Con L’anticipo del TFS/R a tasso in convenzione è possibile ottenere subito fino a massimo 45.000€ al tasso definito dalla convenzione corrispondente al tasso Rendistato + uno spread di 0,40 b.p.(il tasso non potrà essere inferire a 0,40%)

Il tasso Rendistato corrisponde al rendimento medio ponderato del paniere dei titoli di stato, viene aggiornato mensilmente e varia per durata. L’importo corrispondente alle varie durate è consultabile in qualsiasi momento sul sito di Banca D’Italia (https://www.bancaditalia.it/compiti/operazioni-mef/rendistato-rendiob/ )

Nel caso in cui il TFS / TFR sia superiore all’importo di Euro 45.000 il cliente deve provvedere ad effettuare una prima richiesta entro i 45.000 Euro “in convenzione ABI” e solo al perfezionamento di tale operazione con il rilascio della presa d’atto da parte dell’Inps, potrà procedere ad una successiva richiesta di certificazione per la parte rimanente NON in convenzione ABI (a tasso di mercato).

Come si ottiene:

Per richiedere un Anticipo del TFS/R a tasso in convenzione ABI è necessario richiedere preventivamente, al proprio ente previdenziale il certificato di quantificazione contraddistinto nell’oggetto dal riferimento al DCPM numero 51 del 22 aprile 2020, che fa seguito all’approvazione del D.L. 4/2019.

Come disposto dalla convenzione non potranno avere accesso all’anticipazione del tfs/r agevolato i clienti con insolvenze visibili in banche dati e i clienti separati/divorziati separandi/divorziandi il cui TFS/R sia destinato anche parzialmente al coniuge (ex coniuge).

Quali sono i tempi per l’erogazione?

L’importo finanziato sarà erogato al cliente entro massimo 15 giorni dal ricevimento della presa d’atto da parte dell’ente previdenziale, quest’ultima dovrà essere inviata entro massimo 30 giorni dalla notifica dell’operazione da parte della Banca.

Vantaggi:

Il vantaggio di richiedere un’anticipazione del TFS sono senza dubbio quelli di ottenere in tempi rapidi, senza dover attendere la naturale scadenza delle rate, quanto accantonato dal cliente durante il periodo lavorativo.

Il tasso di mercato è consigliato per chi ha particolari urgenze e necessita subito dell’intero importo o per chi ha o ha avuto piccole insolvenze o lievi ritardi nei pagamenti di finanziamenti (l’operazione sarà comunque soggetta ad una valutazione di merito creditizio da parte della banca).

In caso contrario è consigliabile richiedere i primi 45.000 Euro in tasso in convenzione e solo successivamente richiedere la restante parte a tasso di mercato.

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Cos’è la Cessione del quinto della pensione?

Esiste un finanziamento pensato appositamente per chi è in pensione: la Cessione del quinto Pensionati. Non si discosta molto dalla Cessione del quinto classica per caratteristiche e modalità, ma grazie alla Convenzione con l’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), alcune banche ed istituti finanziari accordano al richiedente condizioni agevolate.

Per cominciare: di che cosa stiamo parlando?
Non diversamente dalla sua classica omonima, la Cessione del quinto per i pensionati è una forma di credito ai consumatori, quindi può essere richiesta solo da privati per scopi personali o familiari; in altre parole, non puoi richiederla se intendi destinare il denaro erogato all’acquisto di beni/servizi per motivi commerciali e/o aziendali. Si tratta, inoltre, di un finanziamento non finalizzato, ovvero senza obbligo di destinazione: fatto salvo del caso appena descritto, puoi utilizzare il prestito con qualsiasi finalità, senza dichiarare i tuoi obiettivi alla banca o all’istituto finanziario.
Con la Cessione del quinto della pensione, generalmente, puoi richiedere fino a €75.000, salvo eccezioni da valutare di volta in volta.

Il piano di ammortamento ha una durata minima di 24 mesi e può estendersi fino a 120 mesi (dunque da 2 a 10 anni) a patto che l’età a fine ammortamento non superi gli 86 anni, e prevede un rimborso tramite rate costanti a tasso d’interesse fisso: indipendentemente dal tempo che intendi impiegare per restituire il debito, non ci saranno variazioni nell’importo mensile che dovrai versare, dal momento che i tassi d’interesse non subiranno l’effetto di eventuali fluttuazioni e l’importo delle rate resterà uguale a quello stabilito per tutta la durata del piano di ammortamento.
A questo punto, entra in gioco una delle caratteristiche peculiari della Cessione del quinto: la comodità. Devi sapere, infatti, che è l’istituto di previdenza che si prende carico del pagamento attraverso la trattenuta diretta della quota mensile (pari a un massimo del 20% del valore netto della tua pensione), trasmettendola poi alla banca o all’ente erogatore. Insomma, non dovrai ricordarti di nessuna scadenza mensile, come accadrebbe invece con altre tipologie di finanziamento.

Un altro vantaggio legato alla Cessione del quinto è la sicurezza: come anticipato, è l’ente previdenziale a svolgere il ruolo di garante e, grazie ad una polizza assicurativa obbligatoria a carico dall’istituto finanziario erogatore del credito, sei protetto insieme ai tuoi eredi in caso di premorienza. Si tratta di un’assicurazione, quindi, contro il rischio il rischio vita: richiedere un prestito può essere fonte di preoccupazione; perciò meglio avere una sicurezza in più.
Ricorda, infine, che il requisito minimo per ottenere il finanziamento è percepire una pensione, come avrai senza dubbio intuito: vengono accettati tutti i tipi di pensione per le quali l’INPS rilascia la quota telematica.

Innanzitutto, per richiedere la Cessione del quinto della pensione, la tua pensione deve essere superiore alla minima stabilita per Legge.

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TFS-TFR: tasso ordinario e tasso in convenzione

L’anticipo del trattamento di fine servizio è un finanziamento pensato appositamente per pensionati del settore pubblico e statale, finalizzato ad ottenere immediatamente il trattamento di fine servizio senza attendere la scadenza naturale delle rate che si traduce, spesso, in un’attesa di alcuni anni.

La normativa dice che i pensionati del settore pubblico e statale a seconda dell’importo del Tfs accantonato potrebbero attendere anche 36 mesi per la liquidazione completa. I tempi sarebbero sicuramente maggiori nel caso di prepensionamento e quota 100.

La tipologia del finanziamento è, di fatto, una cessione del credito. Il cliente cede il proprio credito vantato nei confronti dell’ente pensionistico alla società finanziaria che anticiperà l’intero importo decurtato delle spese.

Oggi il prodotto Anticipo TFS/TFR può essere distinto in due tipologie:

TFS/TFR TASSO ORDINARIO
Permette di scontare immediatamente l’intero importo a tassi di mercato. Per la richiesta è necessario richiedere all’ente pensionistico l’apposito prospetto di liquidazione facente riferimento al DPR 180/50. Per quanto riguarda l’INPS può essere richiesto semplicemente e velocemente on-line, dall’area riservata, attraverso il riconoscimento con SPID. Gli importi che possono essere richiesti vanno da 15.000 € ai 150.000 € per una durata massima di 60 mesi.

TFS/TFR TASSO IN CONVENZIONE
A seguito di un accordo quadro stipulato tra ABI e i Ministeri competenti è stato definito che, per un importo massimo di 45.000 €, è possibile ottenere un finanziamento con un tasso calmierato. Gli unici requisiti imposti dalla convenzione per ottenere il finanziamento sono: Il fatto che il cliente non deve avere insolvenza o sofferenze presenti in banche dati e che parte del TFS in caso di clienti divorziati o separati non sia destinato al coniuge. Per ottenerlo è necessario richiedere l’apposita certificazione che faccia riferimento al DL 4/2019. Questo anticipo agevolato può essere richiesto dai lavoratori che hanno terminato il servizio per pensionamento (di vecchiaia, anticipata, anticipata contributiva e “quota 100”).

Nel caso in cui ci si trova ad avere un importo superiore ai 45.000 € si può procedere anche con una prima operazione a Tasso in convenzione, per poi ottenere la rimanete parte a Tasso ordinario.

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Cessione del Quinto: Cosa fare se il datore di lavoro non paga le rate

La Cessione del quinto è uno dei prestiti più richiesti in Italia, in parte per la comodità di rimborso che avviene tramite trattenute dirette in busta paga o nella pensione, in parte per la sicurezza dell’operazione.

La mancanza di garanzie e garanti, le rate costanti e i tassi fissi vanno ad aggiungersi alle ragioni per cui il numero di prestiti tramite Cessione del quinto è in costante aumento ormai da anni.

Esistono, tuttavia, dei rischi legati al finanziamento per l’eventuale insolvenza del datore di lavoro.

Gli obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro è parte integrante all’interno del processo di finanziamento tramite Cessione del quinto, dal momento che partecipa al dialogo tra l’istituto di credito e il richiedente.

Il primo aspetto da sottolineare è che il datore di lavoro non si può opporre alla tua richiesta di Cessione del quinto, a meno che l’importo prospettato delle rate sommato a ipotetiche altre trattenute non superi il 50% del tuo stipendio.

Un altro dovere del datore di lavoro è quello di fornire la documentazione necessaria all’istituto finanziario per valutare la solidità della tua situazione lavorativa e la tua capacità di rimborso. In particolare, deve produrre informazioni in merito alla tua retribuzione mensile, al TFR maturato, ad eventuali altre trattenute sulla tua busta paga, ecc.
Appare chiaro che, sebbene sia tu a richiedere ed eventualmente a ottenere la Cessione del quinto, il finanziamento è strettamente collegato al luogo in cui lavori: il tuo datore di lavoro si assume il compito di garantire per te e ha l’obbligo di trattenere dal tuo stipendio ogni mese e a consegnarlo con puntualità all’ente erogatore. Ne consegue che il suo atteggiamento nei confronti del prestito è di estrema importanza: pagamenti effettuati in modo non preciso o addirittura non corrisposti possono generare non pochi problemi, sia per il lavoratore che per il datore di lavoro stesso.

È proprio questa una delle caratteristiche principali della Cessione del quinto: non sei tu a versare il denaro alla banca o alla finanziaria, poiché tale operazione spetta al tuo datore di lavoro. Se da un lato tale pratica evita che tu possa dimenticarti di pagare una rata e determina uno dei maggiori vantaggi del finanziamento, dall’altro lato essa è solo in parte controllabile dal lavoratore: è fondamentale tenere monitorato lo stato dei pagamenti mese per mese, per assicurarsi che il datore di lavoro versi nei termini stabiliti dal piano di ammortamento la quota mensile richiesta.

Cosa succede quando il datore di lavoro è inadempiente?

Quando il datore di lavoro non versa la quota trattenuta dalla busta paga del dipendente alla banca o alla finanziaria si genera insolvenza: le rate risultano non essere state rimborsate nei tempi stabiliti dal piano di ammortamento.

Tieni in considerazione, però, che il datore di lavoro è legittimato a interrompere il pagamento delle rate della tua Cessione del Quinto in caso di aspettativa, dimissioni o licenziamento. Negli altri casi, invece, è tenuto effettuare i pagamenti in modo puntuale.

È consigliabile controllare di mese in mese che venga trattenuta la quota prevista per il rimborso del prestito dalla tua busta paga. Tuttavia, non sempre si rivela una pratica sufficiente. Può succedere, infatti, che il datore di lavoro trattenga l’importo della rata dalla tua retribuzione, ma per le più svariate ragioni il pagamento all’istituto di credito non venga effettuato. In tale ipotesi è necessario dimostrare all’ente erogatore che è stato effettivamente trattenuto dal tuo stipendio ogni mese, portando come prova le buste paga percepite.

Se riesci a chiarire la tua posizione e, quindi, a convincere la banca o la finanziaria che il mancato pagamento è dipeso da un errore dell’azienda e non dalla tua negligenza o difficoltà, sarà l’istituto di credito a sollecitare il tuo datore di lavoro per far sì che saldi il dovuto.

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La Cessione del quinto ex INPDAP

La Cessione del quinto è uno dei prestiti più richiesti del momento. Un numero sempre maggiore di Italiani ne beneficia per ottenere liquidità, preferendola ad altre forme di credito al consumo. Si tratta di un finanziamento versatile, rivolto ai lavoratori dipendenti statali, pubblici ed impiegati in aziende private, ma anche ai pensionati.

Ti sarà capitato di sentire parlare di Cessione del quinto della pensione, dello stipendio, INPS o INPDAP. Per richiedere consapevolmente il prestito più adatto alle tue esigenze, è bene fare un po’ di chiarezza. Se sei interessato alla Cessione del quinto INPDAP, in questo articolo puoi trovare informazioni che cerchi.

Ecco la prima cosa da sapere
Il 1° gennaio 2012 l’INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica) è stata soppressa ed accorpata all’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale).
La Gestione ex-INPDAP dell’INPS continua ad erogare tutti i servizi di credito, sociali e previdenziali che una volta erano forniti dall’INPDAP.

Di conseguenza, è più corretto parlare di Cessione del quinto per dipendenti e pensionati ex-INPDAP o, addirittura INPS.

Perché è importante specificare il nome dell’ente di previdenza sociale?
La risposta è semplice: se sei titolare di una pensione INPS o ex-INPDAP, oppure se sei un dipendente pubblico o statale, puoi beneficiare di condizioni agevolate.

Perché scegliere la Cessione del quinto?
La Cessione del quinto è un prestito non finalizzato: puoi utilizzare la liquidità ottenuta per qualsiasi finalità, poiché non c’è obbligo di destinazione (contrariamente a quanto accade con i mutui, per esempio, che possono essere richiesti solo per motivi molto precisi). L’unico limite è dato dall’obbligo di usare il denaro ricevuto per scopi personali o familiari, non commerciali. La Cessione del quinto, infatti, è una forma di credito al consumo ed è, pertanto, destinata solo a privati.

Alla libertà di utilizzo, si affianca la comodità. Il rimborso avviene tramite la trattenuta diretta del tuo stipendio o della tua pensione: non dovrai ricordarti di pagare le rate, poiché spetterà al tuo datore di lavoro oppure all’ente di previdenza sociale versarle alla banca o alla finanziaria.

Da non dimenticare anche la sicurezza del prestito. Per ottenere la Cessione del quinto, infatti, è necessario sottoscrivere due polizze assicurative che permettono al richiedente di essere tranquillo che in qualsiasi caso ed eventualità, il debito non ricadrà sui suoi familiari.

Non da ultimo, bisogna considerare il fatto che non sono necessari garanti (ovvero persone che si prendano carico del prestito in caso di insolvenza), né garanzie reali (ad esempio, un’ipoteca su un immobile). È l’istituzione o l’ente per cui lavori, oppure l’ente di previdenza sociale a fare da garante.

Con la Cessione del quinto puoi ottenere fino a €75.000 rimborsabili secondo un piano di ammortamento di al massimo 120 mesi (10 anni). I tassi d’interesse e l’importo delle rate, inoltre, sono fissi per tutta la durata del prestito: non sono suscettibili a variazioni; pertanto, è possibile calcolare con una certa precisione l’ammontare totale del debito.

Per quanto riguarda la Cessione del quinto della pensione, in particolare, il calcolo è abbastanza semplice, poiché la cifra al netto delle tasse è indicata sul cedolino. È sufficiente dividere l’importo netto per 5 per conoscere l’ammontare delle singole rate; bisogna, invece, moltiplicare per il numero dei mesi previsti dal piano di ammortamento per scoprire il montante.

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Cessione del quinto: quanto posso chiedere in prestito?


La Cessione del quinto è il finanziamento del momento: sono sempre di più gli Italiani che la scelgono per via della comodità che la caratterizza e per le condizioni in costante miglioramento. Si tratta, infatti, di un prestito con delle peculiarità che lo rendono diverso dalle altre forme di credito ai consumatori e che fanno della Cessione del quinto uno dei finanziamenti più appetibili per lavoratori dipendenti e pensionati.

Questo tipo di finanziamento appartiene a quella categoria finanziaria, meglio nota come “credito ai consumatori”: come dice il nome stesso, il credito ai consumatori comprende tutti quei finanziamenti, finalizzati e non, destinati ai privati cittadini per soddisfare i loro bisogni di liquidità. Ne sono esempio il prestito personale, i mutui, la delegazione di pagamento, ecc.
Di conseguenza, può essere richiesta solo da privati (non per conto della propria ditta o attività) per fini personali o legati alle necessità della propria famiglia (quindi non per scopi imprenditoriali per l’acquisto di beni strumentali ad una azienda): puoi richiedere il prestito se hai bisogno di denaro per acquistare i mobili della tua casa, se devi rifare gli infissi, se vuoi concederti una vacanza, per aiutare tua figlia con i preparativi del matrimonio, ecc.

Una tale varietà di scopi è resa possibile grazie a un’altra caratteristica importante della Cessione del quinto: è un prestito non finalizzato, ovvero senza obbligo di destinazione. In altre parole, non sei costretto ad utilizzare il credito erogato per l’acquisto di un bene o di un servizio preciso e dichiarato, ma ne puoi disporre come meglio credi.

I vantaggi della Cessione del quinto
“Comodità” è un concetto che può assumere un’infinità di sfumature di significato. Ti sarà già capitato di sentir parlare di un “prestito comodo” e probabilmente ti sarai chiesto: “Comodo in che senso?”.
La comodità della Cessione del quinto deriva dal semplice fatto da cui prende il nome: il suo rimborso avviene tramite la trattenuta, come importo massimo, di 1/5 del tuo stipendio o della tua pensione, che viene versato all’ente erogatore direttamente dal tuo datore di lavoro o dall’ente di previdenza sociale. In altre parole, a differenza di quanto accade con altre tipologie di finanziamento, con la Cessione del quinto non hai scadenze mensili da ricordare, il saldo delle rate avviene in tutta comodità, senza che tu debba preoccuparti di corrispondere personalmente le quote di denaro alla banca o alla finanziaria.

In aggiunta a ciò, la Cessione del quinto non prevede l’esistenza di nessun garante che si impegni a rimborsare il prestito.
È da sottolineare, inoltre, che il piano di ammortamento del finanziamento avviene secondo rate costanti e tassi d’interesse fissi, proteggendo il richiedente da eventuali fluttuazioni o cambiamenti nell’importo mensile delle rate nel tempo. Con la Cessione del quinto puoi prevedere in modo preciso quale sarà l’ammontare finale del prestito e quanto è dovuto mensilmente all’ente erogatore e quindi conoscere perfettamente il tuo reddito disponibile per la durata del piano di ammortamento. Inoltre la Cessione del quinto è un prodotto assicurato e garantisce massima tranquillità per il richiedente e la sua famiglia, in nessun caso il debito passerà agli eredi.

Quanto puoi ottenere con la Cessione del quinto?
In linea generale, puoi richiedere fino a 75.000 € rimborsabili con un piano di ammortamento della durata massima di 120 mesi (ovvero 10 anni) e della durata minima di 48 mesi (4 anni).
Un credito di tale portata rende la Cessione del quinto il prestito ideale per tutti coloro che hanno bisogno di maggiore liquidità rispetto a quella che mediamente potrebbero ottenere richiedendo un prestito personale, ma inferiore a quella che potrebbero ricevere attraverso un mutuo.

75.000 € è l’importo massimo che si può ottenere con la Cessione del quinto, che solo in rare eccezioni viene “sforato”, ma il credito che ciascun richiedente può ricevere varia a seconda di diversi parametri. Di seguito, trovi alcuni dei fattori principali, ma tieni in considerazione il fatto che ogni istituto di credito può dare peso anche ad altri requisiti e valutare in modo diverso la tua situazione.
Fra gli elementi valutati dalla banca o dall’ente finanziario per determinare l’importo massimo ottenibile ci sono:

  • ovviamente la quota cedibile della tua busta paga o della tua pensione; ad un maggiore guadagno mensile corrisponde un importo ottenibile più elevato;
  • la durata del prestito;
  • l’età del richiedente;
  • l’ammontare del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) o del TFS (Trattamento di Fine Servizio) maturato.

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Quanto tempo ci vuole per ottenere un Prestito personale?

Vorresti richiedere un Prestito Personale, ma hai bisogno di ottenere il credito in tempo breve? Capita di avere urgentemente bisogno di liquidità e di non sapere quale prodotto finanziario scegliere oppure a quale istituto di credito rivolgersi perché non si sa quale sia il più veloce in termini di erogazione.

Come prima cosa, devi sapere che il Prestito Personale rientra nella categoria finanziaria comunemente conosciuta come credito ai consumatori. Si tratta di una particolare categoria che raggruppa al suo interno tutti quei finanziamenti che hanno come destinatari i privati cittadini (quindi non le persone giuridiche: società, fondazioni, ecc.) con lo scopo di soddisfare esigenze personali o familiari. In altre parole, puoi richiedere un Prestito personale se desideri acquistare una nuova automobile al posto della tua vecchia utilitaria, oppure se devi rifare gli infissi di casa e così via; non puoi ottenerlo, invece, se intendi utilizzare il credito per rinnovare i locali della tua azienda, per comprare attrezzature per l’ufficio, ecc.

Il Prestito Personale è anche un finanziamento non finalizzato e questo lo rende particolarmente versatile. Al di là delle piccole limitazioni derivanti dalla sua appartenenza al credito ai consumatori, infatti, puoi servirti del denaro ricevuto come meglio credi: non dovrai dichiarare i motivi per cui intendi usarlo, poiché non c’è obbligo di destinazione.

Per quanto riguarda gli aspetti più pratici del Prestito Personale, devi sapere che puoi richiedere fino a 30.000 € da rimborsare secondo un piano di ammortamento della durata massima di 120 mesi (10 anni).

Ogni istituto finanziario è libero di stabilire quali tassi d’interesse applicare al finanziamento. Italcredi S.p.A., per esempio, offre due possibilità per venire incontro alle esigenze dei propri clienti: offre un piano di ammortamento a rate costanti con tassi fissi, oppure a rate flessibili con tassi variabili.

Cosa fare per richiedere un Prestito Personale?

Per richiedere un Prestito Personale devi avere un’età compresa tra i 18 e i 75 e percepire un reddito. Ne consegue che, a differenza di quanto accade con la Cessione del Quinto, tutte le categorie di lavoratori possono ottenerlo: dipendenti statali, pubblici, privati, lavoratori autonomi, artigiani, pensionati, liberi professionisti, ecc. Quello che importa è poter dimostrare di possedere un’adeguata capacità di rimborso, ma su questo punto torneremo più avanti.

Documenti necessari

Adesso è importante capire quali sono i documenti generalmente richiesti per ottenere un Prestito Personale. Ogni istituto di credito può esigere i documenti che ritiene più adatti, quindi è consigliabile contattare prima dell’incontro la banca o la società finanziaria. Di seguito trovi la documentazione richiesta da Italcredi S.p.A.:
– un documento di identità valido (Carta di identità, Passaporto, ecc.);
– il Codice Fiscale;
– la documentazione di reddito.

Ma quanto ci vuole per ottenere un Prestito Personale?

I tempi variano di istituto in istituto. Molto dipende dalla durata dell’iter istruttorio, che ha il ruolo di valutare il tuo merito creditizio e, di conseguenza, la tua capacità di rimborso.

Il Prestito Personale, infatti, non richiede la presenza di alcun garante (si tratta di un finanziamento a firma singola) e di alcuna garanzia reale, rivelandosi un prodotto finanziario abbastanza rischioso per l’ente erogatore. Ecco perché viene effettuata un’istruttoria scrupolosa alla quale viene dedicato tutto il tempo necessario per valutare la concessione o meno del prestito.

Tra i fattori che vengono presi in considerazione in fase decisionale, ci sono dati storici relativi ad eventuali finanziamenti passati (ad esempio, le rate sono state pagate con puntualità?), la situazione economica e lavorativa, ecc.

Un’istruttoria svolta con precisione e serietà offre sicurezze non solo all’ente erogatore, ma anche a chi richiede il prestito: ottenere un finanziamento richiede costanza nei pagamenti per tutta la durata del piano di ammortamento, ecco perché è bene essere sereni in merito alla propria capacità di rimborso.

Il Prestito Personale è una delle forme di finanziamento più richieste in Italia, grazie alla sua versatilità e all’assenza di garanti. Permette di ricevere liquidità per le piccole medie spese, secondo un piano di ammortamento che si adatta alle tue esigenze.

Se ti interessa richiedere informazioni, puoi andare subito QUI  e lasciare i tuoi dati senza impegno. Sarai ricontattato da un consulente specializzato ItalCredi che ti fornirà la soluzione adatta alle tue necessità.

È più conveniente la Cessione del quinto o il Prestito personale?

È un quesito determinante nella scelta del prodotto finanziario più adeguato. Meglio un prestito che dura poco? Oppure impegnarsi nel rimborso per anni e anni mantenendo una rata contenuta? La risposta non è scontata come sembra. Sono diversi fattori che da considerare quando decidi di rivolgerti a una banca oppure a una società finanziaria, tra cui quanto tempo ti serve per estinguere il prestito.

Uno dei principali vantaggi della Cessione del Quinto è la comodità. Il piano di rimborso del credito eventualmente concesso, infatti, ti vede protagonista solo in parte. Spetta, infatti, al tuo datore di lavoro o all’ente di previdenza trattenere dal tuo stipendio o dalla pensione e versarlo alla banca o alla società finanziaria. Insomma, non hai scadenze mensili da ricordare, come accadrebbe invece con qualsiasi altra forma di finanziamento. Tutt’al più puoi assicurarti di tanto in tanto che i pagamenti vengano effettuati con puntualità, ma per il resto non devi preoccuparti di nulla.

Un altro punto di forza della Cessione del Quinto risiede nelle caratteristiche delle rate: grazie ai tassi d’interesse fissi e non suscettibili di fluttuazioni, le quote mensili dovute sono costanti. Ogni mese verrà trattenuta dal tuo reddito sempre la stessa somma, in modo che tu possa sapere con precisione a quanto ammonterà il tuo prossimo stipendio o la tua pensione al netto della rata del prestito. Se con altri finanziamenti è più difficile fare previsioni a lungo termine, con la Cessione del Quinto hai la possibilità di pianificare le tue spese future.

QUANTO DURA LA CESSIONE DEL QUINTO?

La durata della Cessione della Cessione del Quinto è stabilita di comune accordo con la banca o la società finanziaria a cui hai deciso di rivolgerti ed è regolata dal piano di ammortamento.

Nello specifico, quando si parla di “durata” ci si riferisce al tempo necessario per estinguere completamente il prestito e, nel caso della Cessione del Quinto, non può essere inferiore a 24 mesi (quindi 2 anni) e superiore a 120 mesi (ovvero 10 anni).

Devi tenere sempre presente che puoi saldare il debito nella sua totalità in ogni momento, non appena avrai accumulato l’intera somma dovuta all’ente erogatore.

Le rate della Cessione del Quinto, infatti, non possono superare il 20% del valore del tuo reddito: più alto è il reddito, più alta è la possibilità che la rata sia sufficiente da permettere una durata breve del finanziamento. Insomma, la durata della Cessione del Quinto varia di caso in caso e in base alla tua capacità di rimborso. Chiedi informazioni alla banca o alla società finanziaria di riferimento e valuta con attenzione cosa è meglio fare per sostenere il prestito nel tempo.

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