Cessione del Quinto: Cosa fare se il datore di lavoro non paga le rate

La Cessione del quinto è uno dei prestiti più richiesti in Italia, in parte per la comodità di rimborso che avviene tramite trattenute dirette in busta paga o nella pensione, in parte per la sicurezza dell’operazione.

La mancanza di garanzie e garanti, le rate costanti e i tassi fissi vanno ad aggiungersi alle ragioni per cui il numero di prestiti tramite Cessione del quinto è in costante aumento ormai da anni.

Esistono, tuttavia, dei rischi legati al finanziamento per l’eventuale insolvenza del datore di lavoro.

Gli obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro è parte integrante all’interno del processo di finanziamento tramite Cessione del quinto, dal momento che partecipa al dialogo tra l’istituto di credito e il richiedente.

Il primo aspetto da sottolineare è che il datore di lavoro non si può opporre alla tua richiesta di Cessione del quinto, a meno che l’importo prospettato delle rate sommato a ipotetiche altre trattenute non superi il 50% del tuo stipendio.

Un altro dovere del datore di lavoro è quello di fornire la documentazione necessaria all’istituto finanziario per valutare la solidità della tua situazione lavorativa e la tua capacità di rimborso. In particolare, deve produrre informazioni in merito alla tua retribuzione mensile, al TFR maturato, ad eventuali altre trattenute sulla tua busta paga, ecc.
Appare chiaro che, sebbene sia tu a richiedere ed eventualmente a ottenere la Cessione del quinto, il finanziamento è strettamente collegato al luogo in cui lavori: il tuo datore di lavoro si assume il compito di garantire per te e ha l’obbligo di trattenere dal tuo stipendio ogni mese e a consegnarlo con puntualità all’ente erogatore. Ne consegue che il suo atteggiamento nei confronti del prestito è di estrema importanza: pagamenti effettuati in modo non preciso o addirittura non corrisposti possono generare non pochi problemi, sia per il lavoratore che per il datore di lavoro stesso.

È proprio questa una delle caratteristiche principali della Cessione del quinto: non sei tu a versare il denaro alla banca o alla finanziaria, poiché tale operazione spetta al tuo datore di lavoro. Se da un lato tale pratica evita che tu possa dimenticarti di pagare una rata e determina uno dei maggiori vantaggi del finanziamento, dall’altro lato essa è solo in parte controllabile dal lavoratore: è fondamentale tenere monitorato lo stato dei pagamenti mese per mese, per assicurarsi che il datore di lavoro versi nei termini stabiliti dal piano di ammortamento la quota mensile richiesta.

Cosa succede quando il datore di lavoro è inadempiente?

Quando il datore di lavoro non versa la quota trattenuta dalla busta paga del dipendente alla banca o alla finanziaria si genera insolvenza: le rate risultano non essere state rimborsate nei tempi stabiliti dal piano di ammortamento.

Tieni in considerazione, però, che il datore di lavoro è legittimato a interrompere il pagamento delle rate della tua Cessione del Quinto in caso di aspettativa, dimissioni o licenziamento. Negli altri casi, invece, è tenuto effettuare i pagamenti in modo puntuale.

È consigliabile controllare di mese in mese che venga trattenuta la quota prevista per il rimborso del prestito dalla tua busta paga. Tuttavia, non sempre si rivela una pratica sufficiente. Può succedere, infatti, che il datore di lavoro trattenga l’importo della rata dalla tua retribuzione, ma per le più svariate ragioni il pagamento all’istituto di credito non venga effettuato. In tale ipotesi è necessario dimostrare all’ente erogatore che è stato effettivamente trattenuto dal tuo stipendio ogni mese, portando come prova le buste paga percepite.

Se riesci a chiarire la tua posizione e, quindi, a convincere la banca o la finanziaria che il mancato pagamento è dipeso da un errore dell’azienda e non dalla tua negligenza o difficoltà, sarà l’istituto di credito a sollecitare il tuo datore di lavoro per far sì che saldi il dovuto.

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La Cessione del quinto ex INPDAP

La Cessione del quinto è uno dei prestiti più richiesti del momento. Un numero sempre maggiore di Italiani ne beneficia per ottenere liquidità, preferendola ad altre forme di credito al consumo. Si tratta di un finanziamento versatile, rivolto ai lavoratori dipendenti statali, pubblici ed impiegati in aziende private, ma anche ai pensionati.

Ti sarà capitato di sentire parlare di Cessione del quinto della pensione, dello stipendio, INPS o INPDAP. Per richiedere consapevolmente il prestito più adatto alle tue esigenze, è bene fare un po’ di chiarezza. Se sei interessato alla Cessione del quinto INPDAP, in questo articolo puoi trovare informazioni che cerchi.

Ecco la prima cosa da sapere
Il 1° gennaio 2012 l’INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica) è stata soppressa ed accorpata all’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale).
La Gestione ex-INPDAP dell’INPS continua ad erogare tutti i servizi di credito, sociali e previdenziali che una volta erano forniti dall’INPDAP.

Di conseguenza, è più corretto parlare di Cessione del quinto per dipendenti e pensionati ex-INPDAP o, addirittura INPS.

Perché è importante specificare il nome dell’ente di previdenza sociale?
La risposta è semplice: se sei titolare di una pensione INPS o ex-INPDAP, oppure se sei un dipendente pubblico o statale, puoi beneficiare di condizioni agevolate.

Perché scegliere la Cessione del quinto?
La Cessione del quinto è un prestito non finalizzato: puoi utilizzare la liquidità ottenuta per qualsiasi finalità, poiché non c’è obbligo di destinazione (contrariamente a quanto accade con i mutui, per esempio, che possono essere richiesti solo per motivi molto precisi). L’unico limite è dato dall’obbligo di usare il denaro ricevuto per scopi personali o familiari, non commerciali. La Cessione del quinto, infatti, è una forma di credito al consumo ed è, pertanto, destinata solo a privati.

Alla libertà di utilizzo, si affianca la comodità. Il rimborso avviene tramite la trattenuta diretta del tuo stipendio o della tua pensione: non dovrai ricordarti di pagare le rate, poiché spetterà al tuo datore di lavoro oppure all’ente di previdenza sociale versarle alla banca o alla finanziaria.

Da non dimenticare anche la sicurezza del prestito. Per ottenere la Cessione del quinto, infatti, è necessario sottoscrivere due polizze assicurative che permettono al richiedente di essere tranquillo che in qualsiasi caso ed eventualità, il debito non ricadrà sui suoi familiari.

Non da ultimo, bisogna considerare il fatto che non sono necessari garanti (ovvero persone che si prendano carico del prestito in caso di insolvenza), né garanzie reali (ad esempio, un’ipoteca su un immobile). È l’istituzione o l’ente per cui lavori, oppure l’ente di previdenza sociale a fare da garante.

Con la Cessione del quinto puoi ottenere fino a €75.000 rimborsabili secondo un piano di ammortamento di al massimo 120 mesi (10 anni). I tassi d’interesse e l’importo delle rate, inoltre, sono fissi per tutta la durata del prestito: non sono suscettibili a variazioni; pertanto, è possibile calcolare con una certa precisione l’ammontare totale del debito.

Per quanto riguarda la Cessione del quinto della pensione, in particolare, il calcolo è abbastanza semplice, poiché la cifra al netto delle tasse è indicata sul cedolino. È sufficiente dividere l’importo netto per 5 per conoscere l’ammontare delle singole rate; bisogna, invece, moltiplicare per il numero dei mesi previsti dal piano di ammortamento per scoprire il montante.

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Cessione del quinto: quanto posso chiedere in prestito?


La Cessione del quinto è il finanziamento del momento: sono sempre di più gli Italiani che la scelgono per via della comodità che la caratterizza e per le condizioni in costante miglioramento. Si tratta, infatti, di un prestito con delle peculiarità che lo rendono diverso dalle altre forme di credito ai consumatori e che fanno della Cessione del quinto uno dei finanziamenti più appetibili per lavoratori dipendenti e pensionati.

Questo tipo di finanziamento appartiene a quella categoria finanziaria, meglio nota come “credito ai consumatori”: come dice il nome stesso, il credito ai consumatori comprende tutti quei finanziamenti, finalizzati e non, destinati ai privati cittadini per soddisfare i loro bisogni di liquidità. Ne sono esempio il prestito personale, i mutui, la delegazione di pagamento, ecc.
Di conseguenza, può essere richiesta solo da privati (non per conto della propria ditta o attività) per fini personali o legati alle necessità della propria famiglia (quindi non per scopi imprenditoriali per l’acquisto di beni strumentali ad una azienda): puoi richiedere il prestito se hai bisogno di denaro per acquistare i mobili della tua casa, se devi rifare gli infissi, se vuoi concederti una vacanza, per aiutare tua figlia con i preparativi del matrimonio, ecc.

Una tale varietà di scopi è resa possibile grazie a un’altra caratteristica importante della Cessione del quinto: è un prestito non finalizzato, ovvero senza obbligo di destinazione. In altre parole, non sei costretto ad utilizzare il credito erogato per l’acquisto di un bene o di un servizio preciso e dichiarato, ma ne puoi disporre come meglio credi.

I vantaggi della Cessione del quinto
“Comodità” è un concetto che può assumere un’infinità di sfumature di significato. Ti sarà già capitato di sentir parlare di un “prestito comodo” e probabilmente ti sarai chiesto: “Comodo in che senso?”.
La comodità della Cessione del quinto deriva dal semplice fatto da cui prende il nome: il suo rimborso avviene tramite la trattenuta, come importo massimo, di 1/5 del tuo stipendio o della tua pensione, che viene versato all’ente erogatore direttamente dal tuo datore di lavoro o dall’ente di previdenza sociale. In altre parole, a differenza di quanto accade con altre tipologie di finanziamento, con la Cessione del quinto non hai scadenze mensili da ricordare, il saldo delle rate avviene in tutta comodità, senza che tu debba preoccuparti di corrispondere personalmente le quote di denaro alla banca o alla finanziaria.

In aggiunta a ciò, la Cessione del quinto non prevede l’esistenza di nessun garante che si impegni a rimborsare il prestito.
È da sottolineare, inoltre, che il piano di ammortamento del finanziamento avviene secondo rate costanti e tassi d’interesse fissi, proteggendo il richiedente da eventuali fluttuazioni o cambiamenti nell’importo mensile delle rate nel tempo. Con la Cessione del quinto puoi prevedere in modo preciso quale sarà l’ammontare finale del prestito e quanto è dovuto mensilmente all’ente erogatore e quindi conoscere perfettamente il tuo reddito disponibile per la durata del piano di ammortamento. Inoltre la Cessione del quinto è un prodotto assicurato e garantisce massima tranquillità per il richiedente e la sua famiglia, in nessun caso il debito passerà agli eredi.

Quanto puoi ottenere con la Cessione del quinto?
In linea generale, puoi richiedere fino a 75.000 € rimborsabili con un piano di ammortamento della durata massima di 120 mesi (ovvero 10 anni) e della durata minima di 48 mesi (4 anni).
Un credito di tale portata rende la Cessione del quinto il prestito ideale per tutti coloro che hanno bisogno di maggiore liquidità rispetto a quella che mediamente potrebbero ottenere richiedendo un prestito personale, ma inferiore a quella che potrebbero ricevere attraverso un mutuo.

75.000 € è l’importo massimo che si può ottenere con la Cessione del quinto, che solo in rare eccezioni viene “sforato”, ma il credito che ciascun richiedente può ricevere varia a seconda di diversi parametri. Di seguito, trovi alcuni dei fattori principali, ma tieni in considerazione il fatto che ogni istituto di credito può dare peso anche ad altri requisiti e valutare in modo diverso la tua situazione.
Fra gli elementi valutati dalla banca o dall’ente finanziario per determinare l’importo massimo ottenibile ci sono:

  • ovviamente la quota cedibile della tua busta paga o della tua pensione; ad un maggiore guadagno mensile corrisponde un importo ottenibile più elevato;
  • la durata del prestito;
  • l’età del richiedente;
  • l’ammontare del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) o del TFS (Trattamento di Fine Servizio) maturato.

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Quanto tempo ci vuole per ottenere un Prestito personale?

Vorresti richiedere un Prestito Personale, ma hai bisogno di ottenere il credito in tempo breve? Capita di avere urgentemente bisogno di liquidità e di non sapere quale prodotto finanziario scegliere oppure a quale istituto di credito rivolgersi perché non si sa quale sia il più veloce in termini di erogazione.

Come prima cosa, devi sapere che il Prestito Personale rientra nella categoria finanziaria comunemente conosciuta come credito ai consumatori. Si tratta di una particolare categoria che raggruppa al suo interno tutti quei finanziamenti che hanno come destinatari i privati cittadini (quindi non le persone giuridiche: società, fondazioni, ecc.) con lo scopo di soddisfare esigenze personali o familiari. In altre parole, puoi richiedere un Prestito personale se desideri acquistare una nuova automobile al posto della tua vecchia utilitaria, oppure se devi rifare gli infissi di casa e così via; non puoi ottenerlo, invece, se intendi utilizzare il credito per rinnovare i locali della tua azienda, per comprare attrezzature per l’ufficio, ecc.

Il Prestito Personale è anche un finanziamento non finalizzato e questo lo rende particolarmente versatile. Al di là delle piccole limitazioni derivanti dalla sua appartenenza al credito ai consumatori, infatti, puoi servirti del denaro ricevuto come meglio credi: non dovrai dichiarare i motivi per cui intendi usarlo, poiché non c’è obbligo di destinazione.

Per quanto riguarda gli aspetti più pratici del Prestito Personale, devi sapere che puoi richiedere fino a 30.000 € da rimborsare secondo un piano di ammortamento della durata massima di 120 mesi (10 anni).

Ogni istituto finanziario è libero di stabilire quali tassi d’interesse applicare al finanziamento. Italcredi S.p.A., per esempio, offre due possibilità per venire incontro alle esigenze dei propri clienti: offre un piano di ammortamento a rate costanti con tassi fissi, oppure a rate flessibili con tassi variabili.

Cosa fare per richiedere un Prestito Personale?

Per richiedere un Prestito Personale devi avere un’età compresa tra i 18 e i 75 e percepire un reddito. Ne consegue che, a differenza di quanto accade con la Cessione del Quinto, tutte le categorie di lavoratori possono ottenerlo: dipendenti statali, pubblici, privati, lavoratori autonomi, artigiani, pensionati, liberi professionisti, ecc. Quello che importa è poter dimostrare di possedere un’adeguata capacità di rimborso, ma su questo punto torneremo più avanti.

Documenti necessari

Adesso è importante capire quali sono i documenti generalmente richiesti per ottenere un Prestito Personale. Ogni istituto di credito può esigere i documenti che ritiene più adatti, quindi è consigliabile contattare prima dell’incontro la banca o la società finanziaria. Di seguito trovi la documentazione richiesta da Italcredi S.p.A.:
– un documento di identità valido (Carta di identità, Passaporto, ecc.);
– il Codice Fiscale;
– la documentazione di reddito.

Ma quanto ci vuole per ottenere un Prestito Personale?

I tempi variano di istituto in istituto. Molto dipende dalla durata dell’iter istruttorio, che ha il ruolo di valutare il tuo merito creditizio e, di conseguenza, la tua capacità di rimborso.

Il Prestito Personale, infatti, non richiede la presenza di alcun garante (si tratta di un finanziamento a firma singola) e di alcuna garanzia reale, rivelandosi un prodotto finanziario abbastanza rischioso per l’ente erogatore. Ecco perché viene effettuata un’istruttoria scrupolosa alla quale viene dedicato tutto il tempo necessario per valutare la concessione o meno del prestito.

Tra i fattori che vengono presi in considerazione in fase decisionale, ci sono dati storici relativi ad eventuali finanziamenti passati (ad esempio, le rate sono state pagate con puntualità?), la situazione economica e lavorativa, ecc.

Un’istruttoria svolta con precisione e serietà offre sicurezze non solo all’ente erogatore, ma anche a chi richiede il prestito: ottenere un finanziamento richiede costanza nei pagamenti per tutta la durata del piano di ammortamento, ecco perché è bene essere sereni in merito alla propria capacità di rimborso.

Il Prestito Personale è una delle forme di finanziamento più richieste in Italia, grazie alla sua versatilità e all’assenza di garanti. Permette di ricevere liquidità per le piccole medie spese, secondo un piano di ammortamento che si adatta alle tue esigenze.

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È più conveniente la Cessione del quinto o il Prestito personale?

È un quesito determinante nella scelta del prodotto finanziario più adeguato. Meglio un prestito che dura poco? Oppure impegnarsi nel rimborso per anni e anni mantenendo una rata contenuta? La risposta non è scontata come sembra. Sono diversi fattori che da considerare quando decidi di rivolgerti a una banca oppure a una società finanziaria, tra cui quanto tempo ti serve per estinguere il prestito.

Uno dei principali vantaggi della Cessione del Quinto è la comodità. Il piano di rimborso del credito eventualmente concesso, infatti, ti vede protagonista solo in parte. Spetta, infatti, al tuo datore di lavoro o all’ente di previdenza trattenere dal tuo stipendio o dalla pensione e versarlo alla banca o alla società finanziaria. Insomma, non hai scadenze mensili da ricordare, come accadrebbe invece con qualsiasi altra forma di finanziamento. Tutt’al più puoi assicurarti di tanto in tanto che i pagamenti vengano effettuati con puntualità, ma per il resto non devi preoccuparti di nulla.

Un altro punto di forza della Cessione del Quinto risiede nelle caratteristiche delle rate: grazie ai tassi d’interesse fissi e non suscettibili di fluttuazioni, le quote mensili dovute sono costanti. Ogni mese verrà trattenuta dal tuo reddito sempre la stessa somma, in modo che tu possa sapere con precisione a quanto ammonterà il tuo prossimo stipendio o la tua pensione al netto della rata del prestito. Se con altri finanziamenti è più difficile fare previsioni a lungo termine, con la Cessione del Quinto hai la possibilità di pianificare le tue spese future.

QUANTO DURA LA CESSIONE DEL QUINTO?

La durata della Cessione della Cessione del Quinto è stabilita di comune accordo con la banca o la società finanziaria a cui hai deciso di rivolgerti ed è regolata dal piano di ammortamento.

Nello specifico, quando si parla di “durata” ci si riferisce al tempo necessario per estinguere completamente il prestito e, nel caso della Cessione del Quinto, non può essere inferiore a 24 mesi (quindi 2 anni) e superiore a 120 mesi (ovvero 10 anni).

Devi tenere sempre presente che puoi saldare il debito nella sua totalità in ogni momento, non appena avrai accumulato l’intera somma dovuta all’ente erogatore.

Le rate della Cessione del Quinto, infatti, non possono superare il 20% del valore del tuo reddito: più alto è il reddito, più alta è la possibilità che la rata sia sufficiente da permettere una durata breve del finanziamento. Insomma, la durata della Cessione del Quinto varia di caso in caso e in base alla tua capacità di rimborso. Chiedi informazioni alla banca o alla società finanziaria di riferimento e valuta con attenzione cosa è meglio fare per sostenere il prestito nel tempo.

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Come funziona e quanto tempo ci vuole per ottenere la Delegazione di pagamento?

Se sei interessato alla Delegazione di Pagamento, probabilmente hai già ottenuto un prestito tramite Cessione del Quinto e hai bisogno di ulteriore liquidità. Se questa affermazione, invece, ti fa sorgere qualche perplessità, allora è bene mettere le cose in chiaro fin da subito: la Delegazione di Pagamento è un finanziamento che si può richiedere solo se hai già una Cessione del Quinto in corso.

Due prestiti dalle caratteristiche simili.

La Delegazione di Pagamento è conosciuta anche con altri nomi: Doppio Quinto, Cessione Doppio Quinto o Doppia Cessione del Quinto. Non è un caso, dunque, se intorno a questa forma di finanziamento si è creata non poca confusione nel corso del tempo.
È semplicemente un’altra Cessione del Quinto da affiancare a quella già in corso? La risposta è no.
La Delegazione di Pagamento è un prestito con delle sue caratteristiche particolari. Innanzitutto, è dedicata solo ai lavoratori dipendenti e non anche a chi è in pensione, come invece accade con la Cessione del Quinto. In particolare, il prestito si rivolge ai lavoratori statali, pubblici o con un impiego in un’azienda privati assunti con contratto a tempo indeterminato o determinato (in quest’ultimo caso, il rapporto di lavoro deve prolungarsi fino al termine del piano di ammortamento).

La Delegazione di Pagamento, inoltre, sebbene possa coesistere con altri finanziamenti già in corso non permette di superare il 40% delle trattenute in busta paga. A tal proposito, devi considerare il fatto che la Cessione del Quinto già in corso può impegnare fino al 20% del tuo stipendio attraverso la trattenuta diretta di 1/5 dello stesso. Ne consegue che se richiedi la Delegazione di Pagamento, probabilmente non potrai richiedere altri finanziamenti finché uno dei due prestiti non sia stato completamente estinto.

Nonostante le differenze con la Cessione del Quinto, infatti, la Delegazione di Pagamento mantiene alcuni tratti in comune con essa: la trattenuta diretta di 1/5 dello stipendio, per esempio.
Analogamente alla Cessione del Quinto, anche la Delegazione di Pagamento non richiede la presenza di garanti per ottenere fino a 75.000 € da rimborsare secondo un piano di ammortamento della durata massima di 120 mesi (10 anni) e della durata minima di 24 mesi (2 anni).

Permangono, inoltre, le caratteristiche di comodità e costanza tipiche della Cessione del Quinto: le rate vengono versate mensilmente direttamente dal tuo datore di lavoro e il loro importo non varia nel tempo, poiché i tassi d’interesse sono fissi e non suscettibili di eventuali fluttuazioni.

Come ottenere la Delegazione di Pagamento?

Per richiedere la Delegazione di Pagamento devi essere un privato cittadino. Si tratta, infatti, di una forma di credito ai consumatori, per cui puoi richiederla solo per scopi personali o per soddisfare le necessità della tua famiglia: aiutare tuo figlio con l’acquisto dei mobili per la casa, andare a vedere la fioritura dei ciliegi in Giappone, comprare l’auto dei tuoi sogni, ecc..

Devi considerare che, nonostante queste piccole limitazioni, la Delegazione di Pagamento è un prestito non finalizzato, quindi non sei obbligato a destinare il credito ricevuto a un unico scopo dichiarato (come accade, per esempio, con i mutui), ma puoi utilizzarlo come preferisci.

Un’altra condizione per richiedere la Delegazione di Pagamento è che tu possa dimostrare di essere in grado di saldare il debito nella sua interezza: ecco perché la banca o l’istituto finanziario avvierà un iter istruttorio per valutare il tuo merito creditizio e la solidità economica del tuo luogo di lavoro.

Qual è la tempistica per ottenere il finanziamento?

Alla luce delle condizioni appena descritte, appare evidente che i tempi per ottenere la Delegazione di Pagamento variano di persona in persona. A giocare un ruolo fondamentale nella variazione delle tempistiche è proprio l’iter istruttorio: come avrai già sperimentato quando hai richiesto la Cessione del Quinto, la banca o la finanziaria presso cui ti sei rivolto non deve valutare solo la tua capacità di rimborso, ma anche le caratteristiche dell’azienda o dell’istituzione per cui lavori.

Tra gli elementi considerati dall’ente erogatore per decidere se accordarti o meno il prestito, ci sono sicuramente le tue esperienze passate in fatto di finanziamenti (come il tuo atteggiamento nei confronti del rimborso: hai pagato puntualmente tutte le rate oppure ne hai saltata qualcuna, la tua situazione economica.

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Cosa succede alla Cessione del quinto se cambi lavoro?

I casi della vita sono tanti si sa, ma quando richiedi un finanziamento è consigliabile valutare ogni possibilità. A volte è difficile prevedere quello che succederà in futuro, ecco perché devi essere pronto ad affrontare ogni imprevisto. Vediamo come affrontare se ci ritroviamo in questo caso.

LO STRETTO LEGAME

Esiste uno stretto legame tra la Cessione del Quinto e la tua situazione lavorativa.

La Cessione del Quinto si fonda proprio su questo: non sei tu a occuparti personalmente del rimborso del prestito, ma spetta all’azienda o all’istituzione per cui lavori farsi carico di tale responsabilità. Ne consegue che, se perdi o se cambi il lavoro, non potrai garantire la puntualità dei pagamenti e corri il rischio che essi non vengano più effettuati, dal momento che l’azienda o l’istituzione per cui lavoravi non è più vincolata dagli obblighi presi con la banca o l’ente finanziario.

Il nuovo impiego, inoltre, potrebbe non rispettare i requisiti necessari che aveva il precedente (solidità economica, numero minimo di personale, ecc.); anche il nuovo contratto di assunzione potrebbe rivelarsi un ostacolo, qualora non fosse a tempo indeterminato o della durata necessaria per estinguere il debito.

COSA SUCCEDE SE SI CAMBIA LAVORO?

Cambiare lavoro può avvenire per svariati motivi, come abbiamo accennato. Tuttavia, si tratta di un cambiamento dovuto a due ragioni principali: le tue dimissioni oppure il tuo licenziamento. Nel primo caso sei tu a decidere di porre fine al rapporto lavorativo in maniera spontanea; nel secondo caso, invece, è l’azienda o l’istituzione a chiederti di lasciare il posto.

Il passaggio da un lavoro all’altro avviene con diverse modalità a seconda della circostanza:

– Tramite passaggio diretto (come accade, per esempio, nel caso di contratti di appalto).
Se cambia solo la società appaltatrice e tu mantieni lo stesso impiego, devi semplicemente contattare la banca o la finanziaria e comunicare il cambiamento in tempi brevi.

– In seguito a un licenziamento o dimissioni volontarie.
Per sicurezza, è bene comunicare con prontezza alla banca o all’istituto finanziario che eroga il prestito del cambio di lavoro, per evitare che le rate vengano rimborsate con ritardo, qualora fosse possibile effettuare immediatamente sulla nuova busta paga la trattenuta diretta della stessa.

Nell’ultimo caso descritto, possono verificarsi diverse eventualità: qualora la situazione economica della nuova azienda venga considerata sufficientemente solida dalla compagnia assicurativa e dall’ente erogatore, puoi chiedere che il debito restante venga rimborsato attraverso trattenute dirette sulla tua nuova busta paga. Altrimenti, può succedere che si attivi la copertura assicurativa prevista dalle polizze sottoscritte al momento della firma del contratto di Cessione del Quinto oppure può accadere che il tuo TFR venga incassato dalla banca o dalla finanziaria.

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Quanti anni dura la Cessione del Quinto?

È un quesito determinante nella scelta del prodotto finanziario più adeguato. Meglio un prestito che dura poco? Oppure impegnarsi nel rimborso per anni e anni mantenendo una rata contenuta? La risposta non è scontata come sembra. Sono diversi i fattori che vanno considerati quando decidi di rivolgerti a una banca oppure a una società finanziaria.

Uno dei principali vantaggi della Cessione del Quinto è la comodità. Il piano di rimborso del credito eventualmente concesso, infatti, ti vede protagonista solo in parte. Spetta, infatti, al tuo datore di lavoro o all’ente di previdenza trattenere del tuo stipendio o della pensione e versarlo alla banca o alla società finanziaria. Insomma, non hai scadenze mensili da ricordare, come accadrebbe invece con qualsiasi altra forma di finanziamento. Tutt’al più puoi assicurarti di tanto in tanto che i pagamenti vengano effettuati con puntualità, ma per il resto non devi preoccuparti di nulla.

Un altro punto di forza della Cessione del Quinto risiede nelle caratteristiche delle rate: grazie ai tassi d’interesse fissi e non suscettibili di fluttuazioni, le quote mensili dovute sono costanti. Ogni mese verrà trattenuta dal tuo reddito sempre la stessa somma, in modo che tu possa sapere con precisione a quanto ammonterà il tuo prossimo stipendio o la tua pensione al netto della rata del prestito. Se con altri finanziamenti è più difficile fare previsioni a lungo termine, con la Cessione del Quinto hai la possibilità di pianificare le tue spese future.

VENIAMO AL DUNQUE: QUANTO DURA LA CESSIONE DEL QUINTO?

La durata della Cessione della Cessione del Quinto è stabilita di comune accordo con la banca o la società finanziaria a cui hai deciso di rivolgerti ed è regolata dal piano di ammortamento.

Nello specifico, quando si parla di “durata” ci si riferisce al tempo necessario per estinguere completamente il prestito e, nel caso della Cessione del Quinto, non può essere inferiore a 24 mesi (quindi 2 anni) e superiore a 120 mesi (ovvero 10 anni).

Devi tenere sempre presente che puoi saldare il debito nella sua totalità in ogni momento, non appena avrai accumulato l’intera somma dovuta all’ente erogatore.

Le rate della Cessione del Quinto, infatti, non possono superare il 20% del valore del tuo reddito: più alto è il reddito, più alta è la possibilità che la rata sia sufficiente da permettere una durata breve del finanziamento. Insomma, la durata della Cessione del Quinto varia di caso in caso e in base alla tua capacità di rimborso. Chiedi informazioni alla banca o alla società finanziaria di riferimento e valuta con attenzione cosa è meglio fare per sostenere il prestito nel tempo.

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Quali sono le caratteristiche del garante?

Quando si presenta una domanda per ricevere un finanziamento, sono richiesti alcuni documenti che attestino il reddito. A volte però le entrate provenienti dal lavoro dipendente, autonomo o di pensione o alcune caratteristiche dei richiedenti come età e bassa anzianità lavorativa, possono non essere sufficienti per ottenere il prestito, e spesso si ha bisogno di un garante per fare in modo che la richiesta possa essere valutata positivamente. Ovviamente, ogni ente erogatore ha la sua politica di credito.

Il garante a sua volta deve avere dei requisiti ben precisi, deve essere affidabile dal punto di vista finanziario, deve avere un reddito che sia sufficiente a garantire l’intervento nel caso di mancato pagamento del richiedente, inoltre deve risultare un buon pagatore, e non deve superare generalmente i 75 anni di età al momento dell’estinzione dei debito.

Negli ultimi anni, quasi tutte le società finanziarie richiedono sempre la doppia firma del coniuge o del convivente, a prescindere anche dalle caratteristiche reddituali.

I pensionati generalmente sono considerati garanti affidabili, sempre che il loro reddito mensile copra agevolmente la rata dell’operazione per cui stanno garantendo e che rispettano i parametri legati all’età.

Solitamente è sempre un parente di primo grado che si presta come garante, e non vengono visti di buon occhio garanti senza alcun vincolo di parentela.

I documenti che il garante deve presentare sono gli stessi del richiedente e sono:

  • Documento di identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Documentazione reddituale

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Consolidamento debiti: che cos’è?

Il consolidamento debiti è una ottima soluzione che permette di riunire tutti i prestiti già esistenti in un nuovo finanziamento, avendo così una sola rata da pagare. Ovviamente, questa opzione comporta un allungamento del periodo di rimborso ed è spesso possibile ottenere una rata più bassa della somma di tutte le piccole rate da estinguere.

Vantaggi del consolidamento debiti

Spesso può essere erogata anche una liquidità aggiuntiva, ossia una somma in più che potrà essere utilizzata per affrontare spese per qualsiasi necessità.

Quando il peso mensile delle rate in scadenza diventa troppo gravoso da poter sostenere, il consolidamento dei debiti è una soluzione che permette di poter riottenere un maggiore reddito disponibile e di potersi preoccupare di una unica rata. Il consolidamento dei debiti è uno strumento finanziario che è stato messo a punto anche in Italia negli ultimi 6/7 anni, è un prodotto che è stato recepito da economie con maggior propensione all’indebitamento come gli Usa ed UK.

I requisiti minimali per richiederlo

I requisiti richiesti variano da Istituto ad Istituto in funzione delle politiche di credito di ognuno, per tutti in ogni caso, necessita un contratto di lavoro a tempo indeterminato, e di avere una posizione debitoria in ordine o con sconfinamenti non “strutturali”.

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